La Stèle della Rivelazione
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La Stèle della Rivelazione (o Stèle 718),
definita come il Supremo Talismano della Corrente 93, è un
manufatto funerario di legno stuccato, dipinto su entrambe le
faccie, proveniente da Gurna (Tebe) e dedicata al Sacerdote
tebano di Mentu Ankh-f-n-Khonsu. Essa risale al tardo
periodo della XXV Dinastia (725 a.e.v.)., ma Crowley, basandosi
sulla datazione attribuita dagli studiosi della sua epoca,
l'attribuisce alla XXVI Dinastia. Le sue dimensioni sono di cm 51,5
x 31 e la sua collocazione è presso il Museo Nazionale Egizio
del Cairo (già Boulak Museum), esattamente al piano
superiore dell'edificio, stanza 22 (numero attuale di catalogo
9422).
La sua enorme importanza in seno alla Corrente del Thelema
scaturisce dal suo ruolo centrale in quello che è stato lo
straordinario evento noto tecnicamente con il nome di "Equinozio
degli Dei", prodottosi il 20 Marzo del 1904 e.v. e culminato
nei giorni 8, 9, e 10 Aprile con la dettatura a Crowley, da parte
dell'Entità preterumana Aiwaz (Aiwass), del Liber
AL vel Legis [Libro della Legge]. Crowley s'imbattè in essa
a seguito delle continue e incomprensibili insistenze della
moglie Rose Kelly (Soror Ouarda) la quale, in preda ad un
evidente stato di alterazione della coscienza e mossa da una
Guida invisibile, lo aveva veemente informato che "Horus lo
stava aspettando". Fu cos? che l'ignaro futuro Profeta del
Nuovo Eone accettò (non privo di un certo grado di scetticismo)
di seguire la donna all'interno del Boulak Museum. I due salirono
velocemente le scale sino al piano superiore, fino a quando Rose,
fermandosi di scatto, non indicò sicura una Stèle tra le tante
gridando, "Egli è lì!" Crowley avanzò verso la teca
ove essa era contenuta e trasalì vedendo l'immagine di Horus
nella forma di Ra-Hoor-Khuit. Ma ancor più grande fu il
suo stupore quando si accorse che il numero di esposizione che
questa Stèle recava era il 666, la cifra che sin dalla sua
adolescenza aveva scelto di assumere quale proprio Nome per la
Sua Opera.
Tale evento convinse definitivamente Crowley dell'autenticità
dell'ispirazione trascendente delle affermazioni e delle
istruzioni prodotte da Rose, e pertanto accolse senza alcuna
reticenza l'ordine che qualche giorno dopo la donna gli trasmise
per conto degli Dei: le disposizioni alle quali avrebbe dovuto
attenersi per il ricevimento di quello che oggi conosciamo come
il Libro della Legge, il Supremo Tantra del novello Eone
di Horus.
Ed è proprio in questo Santo Libro che vengono citati
particolari e importanti riferimenti alla Stèle, come pure è
presentata l'enigmatica definizione ad essa attribuita di Stele
718 (Cap. III, v. 19). Molti anni dopo Crowley riuscì però
a decifrare questo mistero e la sua analisi è rintracciabile nel
cosiddetto Nuovo Commento al Liber AL contenuto nel
volume La Legge è per Tutti e che qui presentiamo:
Nuovo Commento:
Il riferimento sembra essere alle vecchie
profezie di "Daniele" e "Giovanni".1
La prima allusione cabalistica non è stata tuttora (An. XIV,
Sole in Capricorno - dicembre-gennaio 1918-19 e.v.) scoperta.
An. XVII, Sole in Bilancia (settembre-ottobre 1921 e.v.): penso
sia giusto inserire qui la relazione del vero significato di
questo verso, sebbene più correttamente esso appartenga
all'Appendice. Ma le circostanze sono talmente impressionanti che
val bene la pena che il lettore profano sia reso edotto della
natura del ragionamento che attesta il carattere preterumano
dell'Autore di questo Libro.
La relazione è qui di seguito, nelle parole nelle quali fu
scritta originariamente, An XVII, Sole in Gemelli, Luna in
Cancro, 8 giugno 1921 e.v., senza preliminari, nel mio Diario
Magico all'Abbazia del Thelema in Cephaloedium di Trinacria.
Questi versi sono formulati in
modo molto sottile. Come potrei capire quest'allusione alla Stèle;
come "calcolare bene il suo nome" senza saperlo?
Provai a contare "Abominio della Desolazione" ma ciò
è come "essi la chiameranno", non il suo vero nome.
Sembrava che questo nome, quando trovato, avrebbe dovuto
assommare a 718, o essere identica con qualche altra parola o
frase che avesse quel valore. In più, questo nome, quando
trovato, avrebbe dovuto esprimere in qualche modo "il crollo
del Poiché".
Per molti anni questi due versi, nonostante una ricerca
laboriosa, non diedero alcun risultato di qualunque tipo. Alla
fine optai per il sostantivo astratto UPOMONH pari a 718; significa
perseveranza, il sostantivo greco corrispondente a
Perdurabo, il mio primo Motto magico. Naturalmente la
Stèle ha perseverato dalla 26a Dinastia,2 ma ciò
giustificava poco il chiamarla "Perseveranza"; inoltre,
non c'era nulla relativo al "crollo del Poiché".
Ora, (An XVII, Sole in Gemelli, Luna in Cancro), stavo esaminando
attentamente la Legge per rimettere a posto alcuni dettagli od
omissioni nei rituali stabiliti e trovai questi versi inseriti
tra le istruzioni. Essi mi affascinarono; quando terminai il
lavoro che stavo facendo, tornai a essi e lavorai per alcune ore
con un vocabolario, partendo dalla parola APXH, "causa",
709, per trovare qualche frase pari a 718 che negasse la Causa.
Trovai AZA, 9, una parola che significa "aridità", ma
più particolarmente lo sporco o la muffa su un oggetto in disuso.
APXH AZA è, perciò, un'espressione precisa della dottrina
esposta nella nostra Legge sul "Poiché".
Fin qui, molto bene; ma questo non è in alcun senso il nome
della Stele.
Lavorai ancora e trovai CQIZA, 718, Ieri al quale mi potrei aggrappare
come a un fuscello se io fossi affondato alla terza volta; ma
stavo nuotando abbastanza fortemente.
Trovai XAIPE AA718, Salute allAA. Riconobbi con garbo
l'augurio al Nostro Santo Ordine, ma proseguii nella mia ricerca.
Non c'è un termine quale ACRISTA,3 questioni non cristiane; solo
il cieco bigottismo potrebbe essere soddisfatto con uninvenzione
tanto brutale.
Poi venne CARAGH, 713, un carattere inciso. Questo era un
vero nome per la Stèle; se vi avessi posto come suffisso AD, 5, si sarebbe
potuto leggere Il Segno di Hadit. Ma non sentii
dentro di me quel fremito destasi che balza nel cuore o
quellalba di stupore che infiamma la mente, quando la pura
semplicità della verità prende forma. Cè un definito
fenomeno psicologico che accompagna ogni scoperta importante. Per
qualcuno è come il Primo Amore, a Prima Vista; per qualcun altro
è come il riconoscere una Legge della Natura. Questo fatto
infiamma con l'Amore per l'Universo ed esso spiega tutti i suoi
enigmi in un lampo; e ciò dona una convinzione interiore che
nulla può scuotere, una certezza vivente completamente oltre il
proprio consenso razionale, in ogni fatto nuovamente acquisito.
Questo mi piacque; sapevo che dovevo cercare ancora. La verità
espressa da Aiwaz è nascosta con arte tanto raffinata che è
sempre semplice estorcere con la tortura un significato più o
meno plausibile. Tuttavia tutti questi movimenti a tentoni
appresi e ingegnosi rivelano la loro impotenza; la Giusta Chiave
apre la serratura in un secondo, in modo tanto semplice e dolce
da rendere ridicolo il dubitare che quella serratura sia stata
costruita da un maestro fabbro per rispondere a quella chiave e a
nessun'altra.
Il lettore avrà notato che tutte le corrispondenze veramente
importanti in questo Libro sono così semplici che un bambino
potrebbe capirle. Ci sono anche i miei escavatori scolastici,
cigolanti e rumorosi, nessuno dei quali è realmente illuminante
o anche solo convincente. Per giunta, la vera soluzione è
pressoché sempre confermata da altre parti del testo o da eventi
successivi alla stesura del Libro.
Continuai a lavorare: mi chiesi per la millesima volta che cosa
la Stèle avrebbe potuto esigere con esattezza letterale come
"suo nome". Scarabocchiai la parola STHLH e ne calcolai
il valore. Il risultato è 546, quando ST vale 500; oppure 52,
quando ST è 6, un utilizzo frequente, come in STAUROS, il cui
numero è così 777.
Abbastanza pigramente, la mia stanca penna sottrasse 52 da 718.
Balzai in piedi come un Mago che continua ad invocare invano
Satana fino a quando la lampada della fede non inizia a
scoppiettare e il manto della speranza si fa logoro; così
brancola appoggiandosi pesantemente sul sostegno dell'amore,
ammiccando e oziando a lungo ó e improvvisamente Lo vede!
Feci nuovamente la somma, stavolta con la penna simile ad una
pantera. Troppo bello per essere vero! Sommai i miei numeri; sì,
718 senza dubbio. Controllai il valore della Stèle; 52, e nessun
errore. Solo allora mi lasciai andare alla tempesta di delizia e
meraviglia che emergeva veloce dalla Mano di Colui che è sul
trono nellAbisso del mio Essere; e scrissi nel mio Diario
Magico il Trionfo per il quale avevo combattuto per più di
diciassette anni.
718
STHLH 666
Non poteva essere trovato un nome più adatto, questo era certo...
E allora venne un lampo per confermarmelo, per dissipare l'ultima nube di critica; l'effettivo nome della Stèle, il suo nome ordinario, il solo nome che ebbe mai finché non fu chiamata "la Stèle della Rivelazione" nello stesso Libro della Legge. Il "suo nome" nel Catalogo del Boulak Museum era proprio questo: "Stèle 666".
Mi sono dilungato nel descrivere questa scoperta perché
desidero sottolineare la sua importanza.
La maggior parte dei numeri e delle parole apertamente menzionati
nel Libro della Legge che nascondono Materie Segrete
furono già all'epoca pervasi di una certa importanza per me. Si
potrebbe asserire che qualche inconscia cooperazione della mia
mente sia stata il fattore determinante nella scelta di questi
numeri, le loro successive interconnessioni e così via,
illustrate dall'ingenuità del commentatore e dalla conferma di
fatti indipendenti per coincidenza.
Similmente, i numeri nascosti come 3,141593 ó 3954 ó
31 ó 93 possono essere ascritti ai commentatori e negati
all'intenzionalità del testo; almeno, ciò può essere fatto da
quella classe di Farisei che esitano di fronte alla Farfalla
dell'Anima, preferendo inghiottire un ippopotamo se esso è
infangato in modo abbastanza profondo con la miasmatica mota
della palude del materialismo.
Ma 718 è espresso apertamente; la sua natura è descritta
sufficientemente e senza ambiguità; ed esso non significò nulla
per nessuno al mondo, né allora né per diciassette anni dopo.
E ora il significato cade così a proposito, così naturale, così
autogiustificato, in modo così evidente l'unico valore della
"x" dell'equazione, che è impossibile cavillare.
La legge delle probabilità esclude tutte le teorie tranne una.
La semplice Verità è quella che io ho sempre sostenuto.
C'è un Essere chiamato Aiwaz, un'intelligenza disincarnata, che
scrisse questo Libro della Legge, usando le mie orecchie e
la mia mano. La sua mente è certamente superiore alla mia in
conoscenza e potere, perché Egli mi ha dominato e istruito fin
da allora.
Ma a parte ciò, la prova di un'intelligenza disincarnata, anche
dell'ordine più basso, non è mai stata fornita in precedenza. E
la mancanza di tale prova è la pecca in tutte le religioni del
passato; l'uomo non poteva essere certo dell'esistenza di "Dio",
perché sebbene egli conoscesse molti poteri indipendenti dal
muscolo, non conosceva alcuna coscienza indipendente dal nervo.
NOTE:
1) Forse Crowley si riveriva a Matteo 24:15 o
Marco 13:14, poiché questo riferimento non è presente in
Giovanni; si veda anche Daniele 8:13, 11:31 e 12:11.
2) La cronologia moderna fa risalire la Stèle della
Rivelazione all XXV Dinastia.
3) Nella qabalah greca il dittongo ST ha valore 6.
4) E' il computo qabalistico di Liber Legis
nella traslitterazione in greco dal latino, Liber LegiV, e altro ancora.
Si consulti LEquinozio degli Dei Cap. 7,
par. 3.